Day 4_Don’t worry, be happy

Rene ha 25 anni.

Da tre mesi vive all’interno dell’hotspot di Samos. Ha studiato storia dell’arte a Yaoundé e web design a Cipro, ascolta molta musica e ha fatto amicizia con Haidar, un ragazzino Siriano che ha incontrato sull’isola. Parlano lingue diverse ma hanno trovato un modo per comunicare, e trascorrono gran parte del tempo insieme.

Lasciamogli raccontare la sua storia…

 

Day 3_”Anyway, I’m happy”

Falasophia
 N. arriva da Idlib in Siria, ha 27 anni e da 16 mesi è fermo sull’isola, sulla quale è sbarcato nel maggio del 2016.
Fino ad oggi gli sono stati negati i documenti. Appena venuto a conoscenza del secondo rifiuto per evitare l’arresto e la deportazione in Turchia ha vissuto 7 mesi nascosto, grazie all’aiuto da alcuni abitanti dell’isola.
A maggio di quest’anno ha ricevuto la notizia della sospensione dell’ordine di espatrio e ha avviato le pratiche per il terzo appello. La risposta potrebbe arrivare da un momento all’altro, domani come tra un anno. Nel frattempo, appena uscito dai sette mesi di “clandestinità”, ha solo una certezza: vuole lavorare. Dopo di dieci anni di cameriere in Siria sarebbe disposto a fare di tutto pur di non continuare questa professione. Il suo sogno sarebbe quello di poter lavorare come traduttore per qualche associazione presente sull’isola. Ma il destino è stato ironico. Parlando con alcuni amici gli è stato offerto proprio un lavoro da cameriere, che ha accettato immediatamente. Adesso lavora da mesi e si può permettere l’affitto di una stanza vicino al mare. Il lavoro ha ridato un senso alla sua quotidianità, e anche se i suoi problemi non sono ancora finiti, ci saluta dicendo “Anyway, I’m happy”.

Day 3_testimonianze
Day 3_testimonianze

N. is from Idlib in Syria and he is 27. He has arrived in Samos 16 months ago, may 2016. 

He has lived hidden for 7 months thanks to the help of some local people. This May he has received the notification of the suspension of the order of expatriation.

After seven months living illegally the only thing he wants now is to find a job. His dream is to work as translator for the associations working on the island, but one day one of his friends propose him a job as waiter which he accepted immediately. 

Now thanks to his new job he is able to rent a small room close to the sea side. 
This job has been the opportunity to has his routine back, and even if his problems are still there he told us “Anyway, I’m happy!”.

ΕΊΜΑΣΤΕ/NOI SIAMO

Con il titolo ΕΊΜΑΣΤΕ/NOI SIAMO verranno indicate, d’ora in avanti, tutte le foto scattate dai migranti incontrati sull’isola di Samos: ritratti di famiglia, testimonianze del loro viaggio, ritratti e autoritratti. Verranno pubblicate anche le fotografie che alcuni di loro produrranno come esito del lavoro laboratoriale svolto con i quattro fotografi al lavoro in questi giorni.

Le fotografie saranno prive di commento o contestualizzazione; verrà indicato l’autore (quando possibile, nome e cognome) e il titolo che hanno deciso di dare alle loro immagini.

Tutti le immagini saranno poi raccolte insieme, e potranno essere visibili cliccando sull’argomento Είμαστε/Noi siamo.

ΕΊΜΑΣΤΕ/NOI SIAMO it’s the title of the section where will be possible to find all the photos took by the migrants: family portraits, etc…
You’ll also find the photos took by them during the workshops they did with the four photographers. 

The photos will be without caption; you will just find the name of the author when possible, and the title they have given to their images. 

All the images will be accessible in this section: Είμαστε/Noi siamo.

 

 

Day 2_Babele di immagini

Raccontare una storia, qualche volta, non è facile. Specie se ci si trova all’interno di una stanza con persone che parlano lingue diverse e hanno davanti estranei.
Le parole risultano, in questi casi, molto meno potenti di quel che si possa pensare: si svuotano e fanno eco, sembrano allontanarsi dalla realtà, appartenere a un universo lontano.

Le immagini, invece, possono aiutare. Fanno parte della vita di tutti noi e riescono a racchiudere molto più di un solo significato. Sono stratificate, dense, complesse. Ma universali.

Abdel Ali Missaoui e Mohammed “Steve” hanno raccontato le loro storie attraverso immagini che hanno scelto (guarda i due video cliccando QUI e QUI), che non hanno scattato e che non avevano probabilmente mai visto prima. Nonostante questo, ogni immagine scelta e mostrata aveva qualche cosa di personale, come se, in parte, appartenesse alla loro vita.

 

 

babele di immagini
Day 1_Daily time

 

Abdel Ali Missoui and Mohammed “Steve” told us their stories through images they have never seen before (have a look at the videos QUI e QUI ). Every image they chose even if it’s something new for them it’s still something meaningful for them, something about their lives.