Day 5_City lights

La fotografia è uno strumento, un mezzo attraverso il quale la realtà può essere ricostruita, reinventata, venire investita di nuovi significati. La vita, la natura, la politica, ogni singolo oggetto: ogni cosa può essere guardata in maniera diversa e rivoluzionaria. Ogni cosa può essere mostrata, grazie alla fotografia, rinvigorita da questo nuovo sguardo.

Ogni immagine ha un suo filtro, che dà la possibilità di sovvertire leggi e dare diverse letture al sistema in essere.

Proprio per questo è attraverso le immagini che, spesso, si decide di lasciare un messaggio, un’idea, un sogno, una sensazione, un’ideologia.

In questo clima instabile e caotico, dove le regole sembrano in bilico tra l’inesistente e la follia, l’arte rimane l’unico spazio veramente libero. La libertà di per sé è una parola ingombrante e complessa, a volte abusata, che si allarga e acquista senso quando lascia spazio di creare un’idea.

 

Day 5_City Lights
Day 5_City Lights

Day 3_”voglio solo sapere come funziona questa macchina”

“Non m’importa di nulla, del resto, della realtà. Non voglio pensare a tutto quello che sta succedendo, non ne ho voglia. Voglio solo sapere come funziona questa macchina”

“I don’t care about reality. I don’t wan’t think about what’s going on. I just want to know how this camera works.”

Day 3_"voglio solo sapere come funziona questa macchina"

“Perché mi interessa? Se riuscissi a fotografare davvero bene, magari potrei far sentire le persone come mi sento io, all’interno del campo”

“Why I’m interested? if I can take good photos, maybe I can make people feel the same feeling I feel living inside the hotspot.”

Day 3_"voglio solo sapere come funziona questa macchina"

“Ok, ok. Ho capito. Mi insegni a fare le stesse fotografie col mio telefono?”

“Ok, ok. I got it. Can you teach me how to make the same photos with my telephone?”.

Day 2_Babele di immagini

Raccontare una storia, qualche volta, non è facile. Specie se ci si trova all’interno di una stanza con persone che parlano lingue diverse e hanno davanti estranei.
Le parole risultano, in questi casi, molto meno potenti di quel che si possa pensare: si svuotano e fanno eco, sembrano allontanarsi dalla realtà, appartenere a un universo lontano.

Le immagini, invece, possono aiutare. Fanno parte della vita di tutti noi e riescono a racchiudere molto più di un solo significato. Sono stratificate, dense, complesse. Ma universali.

Abdel Ali Missaoui e Mohammed “Steve” hanno raccontato le loro storie attraverso immagini che hanno scelto (guarda i due video cliccando QUI e QUI), che non hanno scattato e che non avevano probabilmente mai visto prima. Nonostante questo, ogni immagine scelta e mostrata aveva qualche cosa di personale, come se, in parte, appartenesse alla loro vita.

 

 

babele di immagini
Day 1_Daily time

 

Abdel Ali Missoui and Mohammed “Steve” told us their stories through images they have never seen before (have a look at the videos QUI e QUI ). Every image they chose even if it’s something new for them it’s still something meaningful for them, something about their lives.

Day 1_presentazione dei workshop

Presentazione dei workshop
Primo incontro con una coppia di ragazzi Afghani all’Alpha Center

All’incontro di presentazione dei progetti partecipano migranti provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dal Kurdistan e dal Camerun. In breve tempo iniziano a delinearsi le loro preferenze, e alla conversazione partecipano piano piano tutti i presenti. Fissiamo diversi appuntamenti per domani e ci fermiamo a chiacchierare con alcuni di loro. Tante domande e tante curiosità accompagnano una naturale voglia di raccontare i disagi che stanno vivendo.

Domani cominceremo a lavorare in gruppi: il calo di tensione è direttamente proporzionale all’aumento di curiosità.

 

 

At the first meeting there are migrants coming from Afghanistan, Syria, Kurdistan and Camerun.

We encountered positive feedback from them and set up appointments to start the workshops tomorrow.